Le aziende che producono componenti in plastica tecnica stampata a iniezione, come fascette e sistemi di fissaggio in poliammide, lavorano con impianti altamente automatizzati, spesso attivi 24 ore su 24 per servire mercati globali. In questi contesti, ogni fermo non programmato della produzione significa perdita di pezzi, materia prima, energia e, soprattutto, affidabilità verso il cliente.
Tra le cause più subdole dei fermi linea ci sono le micro interruzioni di rete: eventi brevissimi (nell’ordine dei millisecondi) in cui la tensione scompare e poi torna. Quel poco basta però per spegnere azionamenti, PLC e sistemi di controllo. Il risultato? Presse a iniezione bloccate, stampi pieni di materiale solidificato, scarti da gestire e lunghi tempi di riavvio.
Per mettere al riparo la continuità produttiva e la power quality dell’impianto, in questo caso Ortea Next ha fornito a un importante produttore italiano di componenti plastici stampati a iniezione un compensatore di micro interruzioni Oxygen Zero K da 1000 kVA, soluzione progettata specificamente per questo tipo di criticità.
MICRO INTERRUZIONI NELLO STAMPAGGIO A INIEZIONE: PICCOLI EVENTI, GRANDI PROBLEMI
Per capire l’impatto della soluzione, è utile chiarire la natura del problema.
- Un buco di tensione (sag) è una riduzione temporanea della tensione fra il 90% e il 10% del valore nominale, con durata da 10 ms a 1 minuto.
- Una micro interruzione, invece, è una vera e propria interruzione di alimentazione, tipicamente di pochi millisecondi, in cui il residuo di tensione scende a zero e poi torna al valore nominale.
In un impianto di stampaggio a iniezione, questi eventi generano una catena di conseguenze:
- Arresto improvviso delle presse
Gli azionamenti elettronici e i controlli delle presse vanno in fault e si fermano. Anche se l’energia torna subito, la macchina richiede un nuovo avvio. - Materiale solidificato in stampo
Il polimero (spesso poliammide PA66, molto usata per componenti tecnici e fascette) richiede profili di temperatura e pressione molto precisi. Un’interruzione durante il ciclo fa solidificare il materiale in modo irregolare, con rischio di pezzi incompleti, bolle, tensioni interne e difetti estetici. - Aumento degli scarti e fermo per pulizia stampi
I pezzi presenti nelle cavità al momento dell’interruzione sono quasi sempre da scartare. Nei casi peggiori è necessario fermare la linea per rimuovere materiale solidificato da ugelli e canali caldi. - Spreco di materia prima ed energia
Ogni riavvio richiede nuovo riscaldamento, ripristino parametri, messa a regime del processo. Su impianti che producono milioni di pezzi al giorno, questo si traduce in costi significativi e impatto sull’OEE complessivo. - Ritardi nelle consegne e rischio di penali
In supply chain just-in-time, poche ore di fermo possono compromettere il rispetto dei tempi di consegna e generare costi contrattuali o perdita di commesse future.
Il paradosso è che la rete “non è andata via per ore”: si tratta di eventi brevissimi, difficili da intercettare senza misure di power quality dedicate, ma sufficienti a bloccare l’intera produzione.
LA RISPOSTA ORTEA: UN OXYGEN ZERO K DA 1000 KVA CONTRO LE MICRO INTERRUZIONI
Per proteggere le linee di stampaggio, Ortea Next ha proposto e fornito un Oxygen Zero K da 1000 kVA, un compensatore di micro interruzioni progettato per garantire continuità di alimentazione ai carichi più sensibili.
Oxygen Zero K è un compensatore di micro interruzioni senza batterie, basato su tecnologia IGBT + supercondensatori.
In pratica:
- Intervento istantaneo in caso di micro interruzione
Quando la tensione di rete crolla (fino al -100%, quindi anche in caso di interruzione completa), in meno di 5 ms il sistema commuta sull’energia immagazzinata nei supercondensatori, mantenendo la tensione di uscita entro i limiti nominali. - Copertura del carico per tutta la durata dell’evento
L’Oxygen Zero K è dimensionato per alimentare il carico fino alla durata di micro interruzioni tipiche (fino a 1 secondo a pieno carico, estendibile con derating), evitando l’arresto di presse, robot e nastri trasportatori. - Ritorno alla rete senza soluzione di continuità
Terminato l’evento, l’unità torna a prelevare energia dalla rete e ricarica il banco di supercondensatori, pronta per il disturbo successivo.
A completare la soluzione, Oxygen Zero K integra:
- Interruttore automatico in ingresso e in uscita
- Linea di by-pass manuale con interruttore interbloccato, per garantire manutenzione e continuità di servizio anche in caso di fermo del compensatore
- Scaricatori di sovratensione di classe II in uscita, per proteggere i carichi da sovratensioni impulsive
- Touch screen da 10” multilingua e comunicazione Modbus TCP/IP per supervisione e integrazione nei sistemi di monitoraggio di stabilimento.
OXYGEN ZERO K VS UPS TRADIZIONALI: PERCHÉ È LA TECNOLOGIA GIUSTA
Le micro interruzioni possono essere affrontate anche con UPS, ma per impianti industriali di grande potenza, come le linee di stampaggio plastico, un compensatore dedicato come Oxygen Zero K offre vantaggi chiari:
- Nessuna batteria da gestire
I supercondensatori hanno una vita utile molto più lunga rispetto alle batterie tradizionali e non richiedono le stesse attività di manutenzione e sostituzione periodica. - Maggiore efficienza energetica
Il rendimento superiore al 99% si traduce in minori perdite e minor calore da smaltire. Non è necessaria una sala climatizzata dedicata, come spesso accade per grandi banchi UPS. - Ingombro ridotto
A parità di potenza, un compensatore specifico per sag e micro interruzioni occupa generalmente meno spazio e richiede un’infrastruttura più semplice. - Soluzione mirata al problema reale
L’Oxygen Zero K è pensato per gestire cali e interruzioni brevissime, tipiche delle reti industriali, senza sovradimensionare soluzioni per coprire black-out prolungati che in questi siti sono molto meno frequenti. - Integrazione nativa negli impianti industriali
Grazie alle protezioni integrate, alle interfacce di comunicazione e alla capacità di gestire carichi squilibrati e ricchi di elettronica di potenza, Oxygen Zero K si adatta perfettamente a linee complesse composte da presse, robot, nastri e sistemi di visione.
I VANTAGGI DI SCEGLIERE ORTEA COME PARTNER PER LA POWER QUALITY
Dietro un singolo intervento come la fornitura di un Oxygen Zero K da 1000 kVA c’è l’esperienza di un’azienda che dal 1969 progetta e costruisce soluzioni per la qualità dell’energia e l’efficienza energetica.
Scegliere Ortea Next come partner per la power quality significa:
- Un unico interlocutore specializzato
Stabilizzatori di tensione, compensatori di buchi e micro interruzioni, trasformatori, rifasamento e filtri attivi: un portafoglio completo per affrontare tutte le criticità della rete in bassa tensione. - Soluzioni standard e su misura
Oltre alle gamme di prodotto a catalogo, Ortea Next è in grado di sviluppare configurazioni personalizzate per potenza, prestazioni, layout e interfacce, partendo dalle specifiche dell’impianto del cliente. - Made in Italy e qualità certificata
Tutte le soluzioni sono progettate e assemblate in Italia, con un sistema qualità certificato che controlla ogni fase, dai componenti al collaudo finale. - Supporto lungo tutto il ciclo di vita
Misure di power quality, analisi dati, messa in servizio, manutenzione programmata e servizi di monitoraggio remoto permettono di garantire nel tempo prestazioni e affidabilità della soluzione.
In sintesi, non si tratta solo di installare un apparecchio, ma di progettare una strategia di continuità energetica che tenga conto del processo produttivo, delle criticità della rete e degli obiettivi di performance dell’azienda.
FAQ: MICRO INTERRUZIONI E STAMPAGGIO PLASTICO A INIEZIONE
- Che cosa si intende esattamente per micro interruzione di rete?
Una micro interruzione è un’interruzione completa della tensione di alimentazione, di durata molto breve (tipicamente pochi millisecondi). A differenza dei buchi di tensione, in cui la tensione si riduce ma non va mai a zero, durante la micro interruzione il residuo di tensione scende al 0% del valore nominale per un tempo limitato. - Perché le micro interruzioni sono così critiche per le presse a iniezione?
Perché le presse moderne sono piene di elettronica: azionamenti, motori elettrici, PLC, sistemi di supervisione. Anche un brevissimo “buco” fa perdere alimentazione ai controlli, che vanno in fault e interrompono il ciclo. Il materiale nello stampo può solidificare in modo irregolare, generando scarti e, in alcuni casi, richiedendo la pulizia o perfino lo smontaggio dello stampo. - Un UPS non è sufficiente a proteggere l’impianto dalle micro interruzioni?
Un UPS può proteggere da molti disturbi, ma per carichi industriali di centinaia o migliaia di kVA presenta alcune criticità: ingombri elevati, necessità di batterie (con costi e manutenzione), efficienza inferiore e spesso una copertura temporale progettata per black-out più lunghi che non sono il problema principale. Un compensatore di micro interruzioni come Oxygen Zero K è invece specifico per sag e micro interruzioni, è senza batterie, ha rendimenti molto elevati e si integra meglio negli impianti industriali esistenti. - Come posso capire se nel mio impianto di stampaggio ci sono micro interruzioni?
Indizi tipici sono: arresti improvvisi delle presse senza cause apparenti; reset frequenti di PLC e azionamenti; allarmi “mancanza rete” o “undervoltage” registrati nei log dei drive; scarti concentrati in determinati momenti della giornata, magari in coincidenza con partenze di grandi carichi nello stabilimento o sulla rete locale. Per avere certezza, è consigliabile effettuare una campagna di misura di power quality con strumenti dedicati, così da registrare gli eventi e dimensionare correttamente la soluzione di protezione. Ortea Next affianca i clienti anche in questa fase con servizi di misura e analisi dedicati.



