COME EVITARE LE PENALI CON UN RIFASAMENTO EFFICIENTE: UN CASO PRATICO

Sistemi di rifasamento
31 Ottobre 2023
COME EVITARE LE PENALI CON UN RIFASAMENTO EFFICIENTE: UN CASO PRATICO

LE NUOVE REGOLE PER L’ENERGIA REATTIVA IMMESSA NELLA RETE

La delibera ARERA 720/2022/R/eel, oltre all’aumento dei corrispettivi per l’Energia Reattiva prelevata dalla rete introdotto nel gennaio 2023 (dell’ordine medio del +60-70%), ha introdotto la penale per l’Energia Reattiva immessa relativamente alla fascia F3, a partire da aprile 2023. Questa è una novità assoluta per il mercato energetico italiano, mentre in altri paesi l’immissione in rete di energia reattiva viene già regolata a livello normativo.

I carichi che possono generare immissione di energia reattiva in fascia F3 sono pochi, ma sono anche poco conosciuti. Tipicamente si tratta di rifasatori BT ed MT fissi, che non vengono staccati dalla rete nelle ore notturne o nei fine settimana, o cavi in MT che rimangono in tensione anche a carico nullo. Altro carico insidioso e poco considerato, è l’illuminazione a led, che in alcuni casi ha un cosphi capacitivo.

Per limitare l’immissione di energia reattiva in rete nella fascia F3 è necessario dotarsi di opportuni sistemi di compensazione, che siano in grado di rispondere alla specifica necessità di ciascun impianto.

Dal momento che il mancato rispetto delle regole di assorbimento ed immissione di energia reattiva può portare, oltre al pagamento delle penali, alla sospensione del servizio di erogazione dell’energia, è fondamentale avere un impianto in perfetta efficienza.

UN CASO REALE

In un’unità produttiva di un grosso gruppo internazionale situata nel nord Italia, si producono travi in acciaio. L’impianto è dotato di un quadro di rifasamento fisso MT, che a produzione ferma in fascia F3 immetteva in rete energia reattiva. Con l’introduzione delle nuove penali ARERA l’azienda si è trovata a dover fronteggiare dei notevoli costi aggiuntivi.

Una prima banale soluzione poteva essere quella di escludere il sistema di rifasamento fisso MT durante i periodi di fermo impianto, operazione però delicata a causa delle possibili sovratensioni generate dal distacco dei condensatori.

Un’altra soluzione era quella di sostituire l’apparecchiatura di rifasamento fisso MT con una automatica, ma i costi di acquisto e installazione di quest’ultima risultano troppo elevati per giustificarne l’investimento.

LA SOLUZIONE DI ORTEA

Tra le aziende a cui è stata richiesta una soluzione a questo problema è stata interpellata anche Ortea.

Una volta analizzata la richiesta e le esigenze del cliente, il team di tecnici e progettisti di Ortea ha individuato una soluzione alternativa alle due sopra citate.

Tale soluzione ha previsto di inserire nell’impianto dell’azienda un sistema di rifasamento automatico ICAR by Ortea Next in BT con i segnali di tensione e corrente, necessari per il corretto calcolo del cosphi dei carichi installati in MT prelevati proprio sul lato MT.

Tutto ciò è possibile grazie al fatto che l’energia reattiva immessa nell’impianto in BT si propaga inalterata verso la MT e grazie al firmware del nostro regolatore che, oltre a calcolare quanta potenza reattiva mettere in BT per avere il risultato atteso in MT, è in grado di proteggersi da eventuali problematiche che possono verificarsi in BT.

Questa soluzione ha portato numerosi vantaggi al nostro cliente:

  • evitare la pericolosità della manovra di esclusione dell’apparecchiatura fissa presente in MT
  • un costo economico competitivo e sostenibile
  • una soluzione tecnologica con prestazioni migliori a parità di funzione

Ortea ha una rete di tecnici in sede e sul territorio nazionale pronta ad analizzare qualunque caso relativo a penali di impianti in BT o in MT. Non esitare a contattarci per trovare la soluzione adatta alle tue esigenze: https://www.orteanext.com/it/richiesta-informazioni-commerciali-e-di-prodotto/