COSA SONO I BUCHI DI TENSIONE E LE MICRO INTERRUZIONI E COME DISTINGUERLI?
I due fenomeni vengono spesso confusi, ma hanno natura diversa e richiedono soluzioni diverse.
BUCO DI TENSIONE: RIDUZIONE PARZIALE DELLA TENSIONE
Calo tra il 10% e il 90% del valore nominale con durata compresa tra 10ms e 1 minuto (Norma di riferimento: CEI EN 50160).
MICRO-INTERRUZIONE: CADUTA TOTALE DELLA TENSIONE
La tensione scende a zero per un tempo brevissimo: tipicamente tra 50 e 500ms. Spesso non viene rilevata dai sistemi di monitoraggio standard, ma è più frequente di quanto si creda.
LE CAUSE PIÙ COMUNI E LA LORO INCIDENZA
Tra le cause più frequenti di questo tipo di disturbi rientrano:
- Avviamento di grandi motori o carichi nella stessa cabina o nelle vicinanze
- Guasti e riarmi automatici su linee di distribuzione MT/BT condivise
- Manovre di commutazione sulla rete pubblica
- Eventi atmosferici (fulmini, ghiaccio su linee aeree)
- Disturbi generati da altri impianti industriali allacciati allo stesso punto di consegna
In genere:
- I buchi di tensione si verificano per l’avviamento di grandi carichi elettrici, guasti su linee di distribuzione o manovre di commutazione.
- Le micro interruzioni derivano spesso da eventi transitori sulla rete o da disturbi su impianti condivisi.
In entrambi i casi la fornitura elettrica può essere formalmente conforme alle normative vigenti ma, allo stesso tempo, causare fermi produttivi. Il problema non è il fornitore di energia elettrica ma la sensibilità delle apparecchiature moderne.
| Caratteristica |
Buco di tensione |
Micro-interruzione |
| Tipo di disturbo |
Riduzione parziale della tensione |
Caduta completa della tensione |
| Valore della tensione |
Tra il 10% e il 90% del valore nominale |
Tensione a zero |
| Durata tipica |
Da 10 ms a 1 minuto |
Tipicamente da 50 a 500 ms |
| Rilevazione |
Richiede monitoraggio power quality |
Spesso difficile da rilevare con strumenti standard |
| Soluzione indicata |
Oxygen |
Oxygen Zero |
I SETTORI PIÙ A RISCHIO
Qualsiasi processo con automazione continua, robotica o controllo elettronico è molto sensibile. I settori che registrano i costi più alti:
- Industria plastica e stampaggio a iniezione
- Food & beverage
- Automotive
- Packaging e imbottigliamento
- Semiconduttori ed elettronica
- Industria farmaceutica
- Robotica industriale
- Lavorazione metalli e pressofusione.
QUANDO LA QUALITÀ DELL’ENERGIA COSTA CARO ALLE AZIENDE PRODUTTIVE
La maggior parte dei costi legati a una bassa qualità dell’energia elettrica è imputabile proprio a buchi di tensione e micro interruzioni.
In termini economici, questo impatto può rappresentare fino al 4% del fatturato annuo di un’azienda.
I danni non si limitano alle apparecchiature, ma si estendono a processi interrotti, fermi non programmati, degrado delle prestazioni e aumento dei costi di manutenzione.
Per avere un’idea del costo di questi eventi possiamo applicare una regola pratica: costo del fermo linea (€/ora) x durata media del riavvio x frequenza mensile degli eventi.
COME CAPIRE SE IL TUO PROBLEMA SONO BUCHI DI TENSIONE O MICROINTERRUZIONI
Non è sempre possibile distinguerli senza effettuare un’analisi, entrambi possono generare fermi macchina, reset PLC, blocchi HMI o guasti improvvisi.
Per capire con certezza quale fenomeno colpisce il tuo impianto serve una misurazione della power quality con analisi strumentale dei parametri elettrici.
Vuoi capire se il tuo impianto ha problemi di buchi di tensione o micro interruzioni? Richiedi un’analisi power quality.