Quando si parla di qualità dell’energia e di correzione del fattore di potenza negli impianti elettrici, uno degli errori più comuni è pensare che rifasamento tradizionale, SVG e filtri attivi APF siano tre soluzioni equivalenti. In realtà intervengono su problemi diversi:
- il rifasamento tradizionale corregge soprattutto la potenza reattiva generata dai carichi induttivi;
- lo SVG gestisce la reattiva in modo dinamico e continuo;
- il filtro attivo APF è progettato principalmente per ridurre le armoniche di corrente generate dai carichi non lineari come inverter, UPS, raddrizzatori, saldatrici ed elettronica di potenza.
La scelta corretta parte quindi dall’analisi del problema reale dell’impianto.
In pratica, la domanda non è “qual è il sistema migliore?”, ma piuttosto: devo correggere un cosφ basso, seguire carichi molto variabili o mitigare armoniche e disturbi? Da questa distinzione dipende la soluzione più efficace, sia dal punto di vista tecnico sia da quello economico.
PERCHÉ NON TUTTE LE SOLUZIONI DI RIFASAMENTO FANNO LA STESSA COSA
Negli impianti industriali e del terziario convivono spesso tre fenomeni diversi: basso fattore di potenza, variazioni rapide del carico e inquinamento armonico. È proprio questa compresenza che porta spesso a confondere tecnologie nate per obiettivi diversi.
Per scegliere bene non bisogna quindi partire dal nome del prodotto, ma dal sintomo elettrico prevalente rilevato nelle misure. Solo dopo si valuta se serve un banco di condensatori, uno SVG, un APF oppure, nei casi più complessi, una soluzione ibrida.
RIFASAMENTO TRADIZIONALE A BANCHI DI CONDENSATORI
Il rifasamento tradizionale a banchi di condensatori è la soluzione più diffusa per correggere il fattore di potenza negli impianti con carichi induttivi abbastanza stabili.
Il principio è semplice: i carichi induttivi assorbono corrente in ritardo rispetto alla tensione e generano potenza reattiva induttiva; il rifasatore inserisce quindi una sorgente di potenza reattiva capacitiva di segno opposto, riducendo lo sfasamento tra corrente e tensione. Il risultato è un aumento del cosφ e una diminuzione della corrente totale circolante.
COME FUNZIONA UN BANCO DI CONDENSATORI
Un regolatore misura tensione e corrente tramite TA/TV e calcola il cosφ o i kvar da compensare. In base al fabbisogno, il sistema inserisce o disinserisce gradini di condensatori attraverso contattori o, nelle versioni più rapide, tramite tiristori. I kW utili restano invariati, ma diminuiscono i kVA e la corrente assorbita, con benefici in termini di perdite, cadute di tensione e gestione della potenza disponibile.
QUANDO USARE IL RIFASAMENTO TRADIZIONALE
Questa tecnologia è indicata quando il carico è abbastanza stabile e la distorsione armonica è contenuta. Il rifasamento tradizionale è particolarmente adatto nei casi in cui si cerca la soluzione più economica per kvar installato e non si hanno forti oscillazioni del cosφ.
VANTAGGI E LIMITI
Il principale vantaggio è il costo contenuto e il buon rapporto costo/prestazioni.
Il limite, però, è che il controllo avviene a gradini; quindi, può risultare meno efficace con carichi molto dinamici. Inoltre, in presenza di armoniche, un banco di condensatori standard può essere esposto a problemi di risonanza o sovraccorrente armonica, motivo per cui è spesso preferibile una configurazione detuned con reattanze di sbarramento.
SVG: COS’È IL RIFASAMENTO ELETTRONICO E QUANDO CONVIENE
Lo SVG (Static Var Generator) è un sistema di rifasamento elettronico basato su inverter. A differenza dei condensatori tradizionali, non compensa la reattiva per gradini ma in modo continuo e modulato, con tempi di risposta molto rapidi. È quindi particolarmente adatto quando il carico varia frequentemente e il cosφ oscilla in modo significativo.
COME FUNZIONA UNO SVG
Lo SVG misura tensioni e correnti sulle fasi, calcola quanta parte della corrente del carico è reattiva e determina la corrente di compensazione da generare in base al setpoint impostato, ad esempio cosφ = 0,99 oppure kvar = 0. L’inverter modula i propri IGBT e produce una corrente reattiva controllata: capacitiva se deve compensare carichi induttivi, induttiva se deve assorbire reattiva in una rete con eccesso di capacitivo. In questo modo la rete vede molta meno corrente reattiva anche in presenza di carichi molto variabili.
QUANDO USARE UN SISTEMA SVG
Lo SVG conviene quando il cosφ fluttua rapidamente, quando ci sono carichi impulsivi o dinamici come presse, saldatrici, gru o linee con picchi frequenti, e quando serve un controllo più fine in reti complesse o soggette a sbilanciamenti. È anche utile quando ci sono variazioni di reattiva capacitiva, perché, a differenza dei condensatori, può lavorare in modo bidirezionale.
VANTAGGI E LIMITI DELLO SVG
I punti forti dello SVG sono la velocità di risposta, la precisione di regolazione e la buona efficacia con carichi dinamici. In molte versioni può anche contribuire alla gestione degli sbilanciamenti e, se previsto, integrare funzioni ibride di filtraggio armonico.
I limiti principali sono un costo più elevato, perdite leggermente maggiori rispetto a un banco passivo e un dimensionamento più attento dal punto di vista elettronico, termico e della corrente RMS.
FILTRI ATTIVI APF: COSA SONO E PERCHÉ NON VANNO CONFUSI CON IL RIFASAMENTO
Il filtro attivo APF (Active Power Filter) è una soluzione pensata principalmente per la mitigazione delle armoniche di corrente.
Non nasce come sostituto diretto del rifasamento tradizionale, ma come risposta ai problemi causati dai carichi non lineari presenti negli impianti moderni: inverter, UPS, raddrizzatori, illuminazione LED, saldatrici, azionamenti e molte altre utenze elettroniche. Questi carichi deformano la corrente assorbita, aumentano il THDi e possono provocare surriscaldamenti, sganci intempestivi, guasti elettronici e malfunzionamenti su apparecchiature sensibili.
COME FUNZIONA UN FILTRO ATTIVO APF
Il filtro attivo misura la corrente nel punto di installazione, separa la componente fondamentale dalle armoniche e genera una corrente di compensazione di uguale ampiezza ma opposta in fase a quella armonica assorbita dai carichi non lineari.
In questo modo la rete vede una corrente molto più vicina alla sola fondamentale e il livello di distorsione armonica si riduce. Alcune soluzioni possono anche integrare funzioni di rifasamento, ma la loro funzione primaria resta il filtraggio armonico dinamico.
QUANDO USARE UN APF
Un filtro attivo è particolarmente indicato quando lo spettro armonico è variabile nel tempo, quando le armoniche sono distribuite su più ordini oppure quando è presente una terza armonica significativa, tipica di reti 3F+N con molti carichi monofase, alimentatori switching e illuminazione LED. È la scelta giusta anche nei retrofit dove si vuole ridurre il THDi senza introdurre i rischi di risonanza tipici di un filtro passivo mal coordinato.
COME SI DIMENSIONA UN FILTRO ATTIVO
Tra i criteri principali per il dimensionamento di un APF:
- Ampere di compensazione (non kW);
- Dove installarlo: nel quadro generale se vuoi un miglioramento globale, nei quadri di reparto o vicino ai carichi se le armoniche sono concentrate;
- Tipo di rete e neutro: con molti carichi monofase (IT/LED), valuta 3ª armonica e neutro, con soluzioni adatte a reti 3F+N;
- Banda di compensazione: fino a che ordine armonico compensa (es. 25ª/50ª) in base allo spettro;
- Integrazione con rifasamento: se c’è un banco di condensatori serve coordinamento, spesso con banco detuned + filtro attivo;
- Vincoli pratici: spazio, ventilazione/temperatura, grado IP.
DIFFERENZA TRA RIFASAMENTO TRADIZIONALE, SVG E APF IN SINTESI
In sintesi:
- condensatori = rifasamento della reattiva di base;
- SVG = compensazione dinamica della reattiva;
- APF = riduzione delle armoniche.
Questo significa che non sono tre prodotti perfettamente sovrapponibili. In molti impianti, anzi, la soluzione ideale è una combinazione di più tecnologie: condensatori per la quota base di kvar, SVG per la parte dinamica e APF per la componente armonica.
COME SCEGLIERE LA SOLUZIONE IDEALE
Per scegliere correttamente tra rifasamento tradizionale, SVG e filtro attivo APF bisogna partire da una misura reale dell’impianto.
I parametri più importanti da analizzare sono: cosφ, kvar, kVA, THD, profilo dei carichi, variabilità nel tempo, presenza di armoniche, sbilanciamenti e neutro.
La scelta della tipologia di rifasamento dipende in particolare dal tasso di distorsione armonica della corrente e dal rapporto tra la potenza reattiva del rifasatore e la potenza apparente del trasformatore MT/BT.
In termini pratici:
- scegli un banco di condensatori se il carico è abbastanza stabile e il problema principale è il cosφ basso;
- scegli uno SVG se i carichi sono molto variabili e serve una compensazione rapida e precisa;
- scegli un APF se il problema principale è la presenza di armoniche, disturbi e carichi non lineari;
- scegli una soluzione ibrida se l’impianto ha insieme reattiva di base, dinamica del carico e contenuto armonico significativo.
TABELLA COMPARATIVA: CONDENSATORI VS SVG VS APF
| Tecnologia | Problema principale | Come funziona | Punti di forza | Limiti principali | Quando usarla |
| Banco di condensatori | Potenza reattiva induttiva | Inserisce o disinserisce gradini di condensatori | Economico, semplice, collaudato |
Controllo a gradini, meno efficace con carichi dinamici, attenzione alle armoniche |
Impianti con carichi abbastanza stabili |
| SVG | Reattiva variabile e cosφ instabile | Inverter che inietta corrente reattiva controllata in modo continuo | Molto rapido, preciso, bidirezionale | Costo più elevato, maggiore complessità elettronica | Carichi impulsivi, dinamici, reti difficili |
| APF | Armoniche di corrente | Inietta correnti uguali e contrarie a quelle armoniche | Riduce THDi, segue carichi variabili, adatto ai retrofit | Non è la prima scelta se il problema è solo il cosφ basso | Impianti con inverter, UPS, LED, saldatrici, carichi non lineari |
| Soluzione ibrida | Problemi combinati | Combina più tecnologie in modo coordinato | Massima flessibilità ed efficacia | Progetto più articolato | Impianti complessi con reattiva e armoniche |
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FAQ SU RIFASAMENTO TRADIZIONALE, SVG E FILTRI ATTIVI
QUAL È LA DIFFERENZA TRA RIFASAMENTO TRADIZIONALE E SVG?
Il rifasamento tradizionale usa banchi di condensatori che lavorano a gradini, mentre lo SVG usa elettronica di potenza e compensa la reattiva in modo continuo, rapido e bidirezionale. Lo SVG è quindi più adatto a carichi dinamici e a reti complesse.
UN FILTRO ATTIVO APF RIFASA?
Può farlo in alcune configurazioni, ma il suo scopo principale è compensare le armoniche di corrente. Non va considerato automaticamente come sostituto di un rifasatore quando il problema principale è solo la reattiva.
QUANDO CONVIENE UN BANCO DI CONDENSATORI?
Quando il carico è abbastanza stabile, il livello di armoniche è contenuto e si cerca una soluzione economicamente efficiente per correggere il fattore di potenza.
QUANDO CONVIENE UNO SVG?
Quando il cosφ fluttua rapidamente, i carichi sono impulsivi o variabili e serve una regolazione molto più fine rispetto a quella ottenibile con i condensatori a gradini.
COME SI CAPISCE SE SERVE UN APF?
Se nell’impianto sono presenti THDi elevato, surriscaldamenti, scatti intempestivi, problemi su condensatori, disturbi su apparecchiature sensibili o molte utenze non lineari come inverter, UPS e LED, è opportuno valutare un filtro attivo.
IN PRESENZA DI ARMONICHE SI POSSONO USARE I CONDENSATORI?
Sì, ma serve attenzione. In questi casi sono spesso preferibili sistemi con reattanze di sbarramento o soluzioni coordinate con SVG e/o APF, per ridurre il rischio di risonanza e proteggere i condensatori.
QUAL È LA SOLUZIONE MIGLIORE IN ASSOLUTO?
Non esiste una risposta unica. La soluzione migliore dipende da ciò che accade realmente nell’impianto: reattiva stabile, reattiva dinamica, armoniche oppure combinazione di questi fenomeni. Per questo la misura preliminare resta sempre il punto di partenza più corretto.